Milano: Atmosfere sospese, note che si rincorrono in spazi notturni, dove l’anima stempera ogni propria inquietudine per incantarsi di fronte all’immagine di se stessa.
Evviva! Finalmente esiste uno squarcio da cui zampillano emozioni! La musica si eleva e dilata dalla banalità e dal qualunquismo da cui siamo violentati, per ritrovare ed evocare la propria essenza e natura: scorciatoia per l’anima! Mirabile equazione: musica = assoluto, musica = poesia, musica = esperienza spirituale, musica = scatola nera delle emozioni che a parole non si riescono ad esprimere! Con la più “sconcertante” naturalezza queste emozioni si diffondono ed avviluppano, come uno stillicidio che martella ed ipnotizza in via subliminale, dalla “trans” artistica di Toni Melillo ed Estrela De Castro.
Lui stralunato, incantato, romantico, ma mai zuccheroso nè diabetico, si tuffa e trascina - chiunque abbia la fortuna di trovarsi di fronte alla sua chitarra - in uno spazio-tempo di Nick Drake atmosphere, da cui però non si viene affatto schiacciati, perché attraverso gli struggenti ma luminosi richiami west-coast, tramite i quali l’artista ha respirato l’aria della sua adolescenza, si viene risollevati in una biosfera di sapore Jazz, stemperata di bossanova.
Lei, sublime violoncellista di formazione accademica, stupisce! Sì, stupisce! Proprio grazie all’immediatezza, alla semplicità , alla spontaneità ed alla bellezza con cui tiene la scena e sorride! Mai tuttavia è sopra le righe, mai si impone e sovrasta nè si compiace e rispecchia in se stessa! Con l’umiltà dei grandi maestri lei è il volano della chitarra, che dal violoncello viene penetrata e trasfigurata. Violoncello e chitarra destrutturano ogni vibrazione, nota, genere ed influenza che attraversano, per creare e ricreare una nuova contaminazione musicale. Non una contaminazione predigerita e banale, bensì gravida di genio, stupore ed incanto, ma, al contempo, frizzante e lineare.
Si spera solo che gli imbarazzanti meccanismi, intorno ai quali ruota il mercato italiano e globalizzato, non penalizzino questi due poeti, giunti interiormente ad uno stadio superiore di consapevolezza artistica, due veri e propri terroristi dell’anima che, nelle sbiadite performances sonore attuali, potranno e dovranno destabilizzare e contagiare il dilagante nulla, di modo che, ad effetto domino, siano anche il primo scoppio di un’esplosione più grande, di un incendio capace di propagarsi. Utopia? Chi lo sa! Sicuramente, doveroso ottimismo, presagio, auspicio, preghiera, missione!
Vittorio Bottaro
foto -© Silvia Michela Carrassi
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