ARISA:“Sincerità ” ancora prima nel Music Control e nella classifica download

Il suo disco “Sincerità ” rimane stabile al sesto posto della classifica di vendita Il brano “Sincerità ”è primo nella classifica download e nel music control

Milano: Il suo brano “Sincerità ” con cui Arisa (vero nome Rosalba Pippa) ha vinto il Festival di Sanremo nella sezione Proposte rimane stabile per la seconda settimana consecutiva al primo posto della classifica download e primo nel Music Control.

Il disco (uscito il 20 febbraio per Warner Music), invece, che prende il nome dalla canzone sanremese, è al sesto posto nella classifica di vendita (fonte Fimi/Nielsen di oggi).

Ironia e positività sono il fil rouge che unisce le dieci tracce dell’album “Sincerità ” (prodotto da Maurizio Filardo e Giuseppe Mangiaracina) . «Ogni essere umano è l’artefice del proprio destino. " racconta Arisa - Le avversità possono ferirci, ma non devono abbatterci: anche la vicenda più triste può essere vissuta come uno stimolo per ripartire alla ricerca di una nuova gioia».

Nelle canzoni di Arisa c’è un lieto fine per tutti: per le donne tradite di “Abbi cura di te” e “Te lo volevo dire”, che reagiscono con orgoglio e nuova forza; per la donna in carriera di “L’uomo che non c’蔝, che ha sacrificato la vita privata per il lavoro; per la bambina protagonista di “Piccola rosa”, per le persone con esagerata timidezza o scarsa autostima a cui è dedicata “Pensa cos씝.

L’autore principale dei testi dell’album è Giuseppe Anastasi: i brani “Abbi cura di te” e “Te lo volevo dire” sono firmati anche da Marco Conidi; mentre Maurizio Filardo è co-autore di “Piccola rosa”.

Sul fronte musicale “Sincerità ” è un disco con molteplici orizzonti sonori, fra cui gli echi R&B e reggae di “Abbi cura di te”, lo stile da geniale filastrocca alla Sergio Endrigo di “Pensa cos씝, le emozioni acustiche di “Piccola rosa”, le chitarre surf con cadenze jazz di “Te lo volevo dire”, la bossanova moderna e armonicamente ricca di “Com’è facile”, gli archi enfatici di “Buona notte”, fino all’impronta Anni 70/80 di “L’uomo che non c’蔝 «che richiama orgogliosamente Donatella Rettore e Raffaella Carrà ».