A MAGGIO ESCE IL NUOVO ALBUM “NO CONCEPT”
Cresce l’attesa a New York per il concerto di domenica 6 marzo, al Blue Note, del pianista e compositore italiano Giovanni Allevi. La sua esibizione è stata voluta direttamente dalla famiglia Bensusan (proprietaria del più importante jazz-club del mondo che ha una sua sede anche in Italia, il Blue Note Milano, dove Allevi ha già suonato più volte) con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura- di New York.
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Sul prestigioso palco del Blue Note di New York, il geniale pianista marchigiano presenterà , in anteprima, alcuni brani del suo nuovo disco “NO CONCEPT” (in uscita a maggio) e i brani più amati dal suo pubblico: “Il nuotatore”, “Japan” e “Volo sul mondo” (tratti dal primo album “13 Dita”, uscito nel 1997), “Il vento”, “Luna” e “Piano Karate” (tratti dal secondo album “Composizioni”, uscito nel 2003).
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La chiamata del Blue Note di New York arriva in un momento costruttivo e creativo della carriera artistica di Giovanni Allevi, che si sta affermando come pianista “trasversale” grazie alla sua abilità nel contaminare i generi, dalla musica classica al jazz, dal funky al pop e così via.
Le composizioni inedite di pianoforte solo dell’album “NO CONCEPT” saranno una viva e raffinata testimonianza della bravura di Giovanni Allevi- che, dopo alcune esperienze con Jovanotti (il quale ha prodotto i suoi primi due album) , è ormai avviato a una brillante carriera artistica a livello mondiale.
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Non a caso, il 2005 per Giovanni Allevi si è aperto all’insegna della Bosendorfer. La prestigiosa casa viennese costruttrice di pianoforti, infatti, lo ha inserito nel ristretto elenco dei suoi attuali artisti- (tra cui Oscar Peterson, McCoy Tyner, Tori Amos, Josè Carreras, Placido Domingo e Quincy Jones) per le qualità di interprete sensibile e per la capacità di esprimere tutta la vocalità italiana attraverso le magiche corde dello strumento prediletto.
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Vale la pena di ricordare che il pianoforte Bosendorfer, nato a Vienna nel cuore della tradizione classica europea, amato da Listz e Artur Rubinstein, ha incantato personalità musicali del calibro di Arnold Schönberg, Andrà s Schiff, Frank Sinatra, Frank Zappa, Sting e Stevie Wonder.
Così come ha ammaliato Giovanni Allevi, che si esprime al meglio se accompagnato dal suadente suono di un pianoforte Bosendorfer Imperial (in Europa ce ne sono solo nove, tra cui uno in Italia presso il Laboratorio Griffa di Milano), sin dai tempi degli studi al Conservatorio (è diplomato in Pianoforte e Composizione, col massimo dei voti, al F. Morlacchi di Perugia e al G. Verdi di Milano, oltre ad essere laureato, con Lode, in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”).
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