“Disincanto” esce a cinque anni di distanza dal primo disco in studio “Trama Tenue”. Ne è passata di acqua sotto i ponti, da allora: il live “concerto n.1 Smodato Temperante” per Il manifesto, concerti, il primo album di PGR, la tournee, un tour di trenta date nei teatri con Max Gazzè e non ultima la nascita di un figlio.
I mesi a cavallo tra il 2003 e il 2004 hanno visto una tempesta di mutamenti, travolgenti, anche molto dolorosi.
PGR era diventato un limite, non possedeva più alcuno slancio in quella forma. Credo con fermezza che sia soltanto dalla valorizzazione dell’unicità individuale possa scaturire un processo di evoluzione, soltanto dall’incontro di personalità autonome e creative. Connettere la più ampia molteplicità di punti di vista intorno al fuoco di una comune energia di creazione. Questo fra noi più non era, ed è l’unica grande verità . Il resto in vicende come questa si sa, è qualcosa di personale che è bene conservare nel proprio cuore.
Nell’inverno del 2004 le canzoni sono nate snocciolandosi a ruota, una dopo l’altra. C’erano tanti spunti, vecchi provini su cui lavorare ma ho voluto ripartire da zero, tranne un paio di basi che poi ho mantenuto. Sì, ripartire da zero. Dovevo cogliere quell’opportunità per riaccendere il mio fuoco interiore e ampliare il respiro.
Il disincanto era il sentimento dominante, in ogni parola, concetto, immagine. Occhi disillusi i miei, sulle mie vicende, sul mondo intorno. Riflessioni sul tempo che stiamo vivendo, pura presa di coscienza per imparare, io per prima, a scegliere e orientarsi nel mutamento dei nostri tempi. In un mondo che sta moltiplicando le possibilità di scelta credo che sia opportuno imparare a moltiplicare le nostre capacità di scelta.
I testi poi diventano canzoni. E volevo che anche la musica guarisse le mie ferite facendomi sorridere, facendomi stare bene. Ecco perché ci siamo divertiti a giocare anche di contrasti perché non è detto che a un testo “serio” " di denuncia ad esempio - debba corrispondere un accompagnamento musicale grave, serioso, difficile.
Volevo un disco fluido, che si lasciasse ascoltare bene, che fosse piacevole nella varietà dei suoi colori e arrangiamenti. Volevo che fosse caldo, passionale, libero di voci e intrecci, di spazi, melodie. Sapevo che sarebbe stato un processo di guarigione e così è stato, mi sentivo rinascere a nuova vita, ogni giorno di più.
Credo che la musica debba farci stare bene, il più possibile, che ci faccia piangere o sorridere, che ci porti in alto o si insinui strisciando tra i nostri sensi, che ci faccia pensare o stupidamente ancheggiare va sempre bene, basta che ci porti altrove, lontano da qui. .
Buon ascolto e buone cose
Ginevra
Ascolta gratutitamente "Andirivieni", il primo singolo tratto da Disincanto: http://nomusic.altervista.org/andiris.php
nomusic@email.it
Ultimi Articoli
The Black Keys — esce: You Got To Lose - e prende forma il nuovo album Peaches!
Lexyia firma con Burning Minds — Dalle esibizioni live all’album di debutto nella scena AOR italiana
Alex Warren — Dai problemi tecnici ai Grammy al video che esplode sui social: 67 milioni di visualizzazioni in 24 ore
La Classe Dirigente — Il giorno di un altro — quando ti sembra di vivere la vita di un altro
Firesky — Can You Feel Me? è fuori: un viaggio tra ricordi, sogni e una perdita che brucia ancora
Pistoia Blues Festival 2026 — I Jet tornano in Italia il 5 luglio
Melanie Martinez — fuori a sorpresa il nuovo singolo POSSESSION
Levante torna a Sanremo con ''Sei tu'' e prepara un 2026 tra album, fiction Rai e tour nei club
Massimo Silverio, oggi a Torino nel vivo del tour invernale