Un cocktail di artistico, pestifero e brillante chaos!
Questa è l’immagine che i Liars creano durante il loro show.
Geniali e coinvolgenti..una performance sorprendente per una band ancora in transizione, che si identifica solo nel disegno di ciò che vorrebbe essere, ancora troppo leganta ad una penetrante storia di fantasmi.
Scoperta durante un’ incandescente esibizione newyorkese, la giovane band con base a Brooklyn si è ritrovata in poco meno di un anno (e dopo una prima distribuzione del disco curata dalla minuscola Gern Blanstein) a dover fare i conti con l’ondata di stelline di cartone capeggiata da Strokes e White Stripes.
Le nove tracce del debutto sono state registrate in appena due giorni da Steve Revitte, sound engineer conosciuto per aver lavorato con Beastie Boys e Jon Spencer Blues Explosion. Confezione spartana, suono scarno che rimanda alla stagione del post-punk inglese (P.I.L., Pop Group) e a modelli americani come Trumans Water, Minutemen e Fugazi.
They threw us all in a trench and stuck a monument on top (Blast First/ExtraLabels)..o meglio: “Ci hanno scaraventato in una fossa e ci hanno messo su un monumento” è il titolo del debut album, il quale decisamente segue la scia dei neworkesi Sonic Youth. Un ibrido “pop” truccato con un sacco di inflessioni strumentali, ma senza un reale picchetto a cui attaccare il suono..sensazione tipicamente Liarsiana!
Il trio inizia a registrare il secondo album: They Were Wrong, So We Drowned, nella casa di Andrew in mezzo all foresta del New Jersey. Il risultato è ispirato da una musica elettronica sperimentale e dalle leggende sulle streghe che caratterizzano la storia della Germania.
La musica del gruppo si attorciglia e si dimena, indice di schizzofrenia che deriva dall’ambivalenza del prodotto..a tratti post-rock e a tratti pop. Ha ancora però troppe sfaccettature che si presentano dal primo ascolto, ma da ciò non si esclude che i Liars siano decissamente una band in crescita, da ascoltare a frequenza irregolari, inimmaginabili. Solo il tempo potrà modellare una reale opinione.
In contraddizione alla percezione uditiva della loro musica un po’ minestrone, associo una percezione visiva alquanto ricca e movimentata.. i Liars sono decisamente da vedere! Il loro essere ibridi crea un atmosfera confusionaria che li rende molto particolari,movimentati e coinvolgenti.
Danila Luppino
danilaluppino@rockitalia.com
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