Sorrisi di circostanza, battute per sdrammatizzare la tensione. Simona Ventura e Tony Renis sono finalmente insieme dietro lo stesso tavolo per la conferenza inaugurale del festival. Che si apre con l’ennesima polemica: lo sciopero dei fotografi che, nella nuova scenografia del festival, avranno nella platea dell’Ariston una posizione defilata rispetto agli scorsi anni.
Renis indossa un completo bianco con cravatta nera: “Sembri Hannibal Lecter” scherza Simona. “Baciamo le mani a tutti” esordisce lei, in giacca e pantaloni neri. Da parte sua Renis non fa mancare complimenti alla conduttrice: “questa straordinaria creatura che mi siede accanto”. E poi anche un omaggio a Gene Gnocchi nel giorno del suo compleanno: un improvvisato “Happy birthday” firmato Tony Renis.
Messi da parte i convenevoli e dopo un accenno alle polemiche degli scorsi giorni sia Ventura che Renis hanno tenuto a precisare che nonostante i contrasti il loro obiettivo è portare al successo questo festival del rinnovamento.
In un tripudio di aggettivi entusiastici Renis ha descritto la scenografia dell’Ariston “come Las Vegas”. Le fa eco Simona Ventura che, più modestamente, la paragona a quella degli Mtv Awards.
Il direttore artistico ha annunciato diverse sorprese : “Che non vi dirò nemmeno sotto tortura" ma forse si parla della presenza di un caro amico di Renis, Andrea Bocelli e forse anche di un’esibizione di Tony nel suo “Quando quando”: “Dai Tony canta ti prego, soprattutto sabato” lo implora Simona.
Comunque la rosa degli ospiti sembra ormai certa. Compreso anche il giovane sassofonista Francesco Cafiso, pomo della discordia tra Renis e Ventura. La conduttrice infatti è sempre stata contraria all’esibizione di minorenni: “Lo scorso anno ho criticato i genitori di Alina per la sua partecipazione al festival (la giovane cantante aveva 12 anni) e quindi rimango sempre dello stesso parere”.
Non poteva mancare un accenno al controfestival di Mantova e soprattutto alle pesanti dichiarazioni che il senatore Nando dalla Chiesa ha fatto sul direttore del festival. “Sono quasi sei mesi che questa persona mi da addosso. Io non ho mai raccolto le provocazioni su consiglio degli avvocati e anche degli amici. Questo signore non lo conosco eppure lui mi ha perseguitato costantemente. Forse per risollevare una carriera politica scialba non esitato a vomitarmi addosso di tutto”. Quindi Renis ha letto un passo di un editoriale di Indro Montanelli del ’93 in cui il direttore del Giornale non risparmia critiche a Nando dalla Chiesa.
Poi si torna a parlare di musica: “Non è il festival degli sconosciuti nè quello dei giovani " precisa la Ventura " ma soltanto quello della musica. E vi assicuro che le canzoni sono molto belle e di tanti generi diversi. E se qualcuno di questi artisti avrà un nuova vita dopo il festival questo sarà il più grande successo”.
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