BLACK MOSES
Black Moses. Una realtà . Anche se esistono da poco più di due anni e con un solo disco all’attivo, ”Emperor Deb“.
Probabilmente si saranno già sentite centinaia di volte parole di entusiasmo verso band emergenti che propongono stili originalissimi e poco riconducibili ad un solo genere portante e che magari scompaiono nel giro di altre due o tre apparizioni in studio, ma siamo di fronte ad una vera e propria (ri)scoperta di un modo di fare e proporre musica. Semplicemente facendo jamming, improvvisazione pura e semplice, che prende spunti dal revival anni ’60 fino ad arrivare al rock moderno, al metal addirittura, ma mai sfacciatamente copiato o clonato da qualcun altro.
l’abilità di Jim Jones (voce / Chitarre), Graeme Flynn (Voce / Basso) e Chris Buncall (Voce / Batteria) sta nel creare qualcosa di strettamente ’lorò. Nati nella primavera del 1999, i Black Moses diventano subito noti al pubblico per la qualità delle loro performance dal vivo, ancora prima di incidere il primo disco, avevano all’attivo un solo minuscolo demo, ma molto d’impatto! Questo forse è dovuto anche dal fatto che Jim Jones non è un novellino...è infatti il fondatore di una delle band più in voga nel movimento ’grungè inglese dei primi anni ’90, Thee Hypnotics, i quali, girovagando in tour con band del calibro di Mudhoney, Cult, The Black Crowes, hanno imparato come ”si sta sul palco“, imparando l’arte e mettendola da parte per i Black Moses...
Anche gli altri due componenti della band provengono da diverse esperienze: Graeme Flynn è stato anch’egli il fondatore di una band blues rock (con puntate sul punk) inglese, i Penthouse, mentre Chriss Buncall ha militato in piccole band inglesi, prima con i Warp che conclusero la loro brevissima carriera nel 1994 a seguito di un incidente d’auto in cui rimase ucciso il cantante. Buncall Incontro' Graeme d’rante una specie di jamming session con Mark D (bassista per molto tempo dei Melvins), suonando per un paio di spettacoli a Londra. Si parlava del loro stile originale e personalizzato...si va dal blues rock puro e semplice di ’Slow Mamà alla ballad ”Strange Life“ che ricorda molto da vicino le poesie musicate di Bob Dylan. Puntano anche sullo stoner rock, ma mai si va vicini alla copia di un’altra band! Con il punk rock di ”Yr Gonna Get It“ spezzano un pò l’incantesimo ’vecchio rock’ introdotto con ”Slow Mama“ e l’apripista ”Second Skin“.
Praticamente non c’è un pezzo uguale all’altro e forse cercare di spiegare le caratteristiche di ognuno di essi è improduttivo e anche limitativo per la band ma...forse ci siamo, ci sono persone nel mondo della musica che fanno proprie le idee prese altrove riuscendo ad elaborarle bene al punto tale da sembrare totalmente naturale che siano sempre appartenute a loro.
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