EMU è l’etichetta musicale dell’Università di Siena che viene presentata questa sera al pubblico e alla stampa. “Foglie in ira” dei dedalo, gruppo rock, è il primo CD prodotto, che viene lanciato insieme al video realizzato dal laboratorio multimediale dell’Ateneo. Con EMU per la prima volta in Italia un’università arriva a confrontarsi sul mercato attraverso un’etichetta autonoma, che mira a produrre buona musica.
“Si tratta " ha detto il rettore dell’Università , Piero Tosi " di una realizzazione estremamente innovativa che apre anche interessanti prospettive per la politica degli Atenei e getta nuove basi per il dialogo con i giovani”.
EMU prende vita dopo un lungo percorso compiuto dall’Ateneo nel campo dei progetti di comunicazione pubblica e istituzionale, di cultura e spettacolo, pensati per il pubblico dei giovani. Nel corso degli anni, infatti, all’Università di Siena il teatro e la musica sono stati proposti ai giovani come parte integrante della loro esperienza di studio e di conoscenza. Qui, grandi attori, registi, scenografi, musicisti, autori, hanno recitato, suonato, hanno mostrato i loro lavori. Ma hanno anche dialogato con gli studenti, trasmettendo un senso della cultura che è sfociato inevitabilmente nella necessità di fare, oltre che di ascoltare e guardare.
“L’etichetta musicale dell’Università di Siena " afferma Maurizio Boldrini, direttore del Centro comunicazione e marketing di Ateneo - è una perla che impreziosisce il già ricco carnet di offerta di comunicazione e cultura della nostra Università . Dialogare con i nostri studenti e docenti è fondamentale per parlare con la società , mostrando il vero volto di un Ateneo che non abdica al suo ruolo, ma mostra di vivere la contemporaneità ”.
Come dice Monica Granchi, curatrice del progetto, responsabile dell’ufficio produzione culturale del Centro comunicazione e marketing di Ateneo, “EMU nasce proprio con la volontà di incidere, anche se solo minimamente, proprio sulla produzione musicale, immettendo sul mercato prodotti di qualità che prescindano da una loro immediata commerciabilità , coerentemente con le finalità istituzionali che sono appunto culturali e non di lucro”.
Il cartellone di spettacoli, concerti e incontri, proposto alla comunità universitaria ogni anno ormai da un decennio, i laboratori di teatro, il coro, il festival degli studenti artisti “Spazi in cerca d’autore”, sono stati non solo obiettivi raggiunti, ma punti di partenza per nuovi traguardi, per nuove sfide. Come EMU.
Con EMU l’Università di Siena si avvia in un cammino imprenditoriale che è la manifestazione tangibile di un progetto culturale che ha le sue radici profonde in una storia lunga otto secoli, in una comunità che apprende, insegna, fa ricerca, pronta ad accogliere le innovazioni, a trarre ispirazione in modelli avanzati, senza mai paura di perdere la propria identità .
Con pazienza, cocciutaggine, coraggio, il progetto di EMU ha potuto diventare realtà in meno di un anno. Un grande risultato, soprattutto se si tiene conto che l’etichetta musicale dell’Università di Siena ha aperto ancora una volta una strada del tutto nuova.-
L’università di Siena con EMU non solo ha prodotto e produrrà musica, ma ha acquisito un ruolo da editore. Ciò significa che per la prima volta in Italia un Ente pubblico- così atipico rispetto a questo settore, tanto da essere definito dalla stessa SIAE “soggetto non iscrivibile alla camera di commercio”- ha acquisito la licenza per l’editoria musicale.
E’ anche grazie al dottor- Di Franco, responsabile della sezione editori della sede centrale della SIAE a Roma, che questo progetto ha avuto un esito positivo. “Mai prima d’ora, dice Monica Granchi, c’era stato un caso di questo genere. La SIAE non aveva neppure moduli adeguati ad accogliere la richiesta di licenza da parte di un Università . E’ dunque grazie alla lungimiranza del dottor Di Franco e insieme alla nostra determinazione ad arrivare fino in fondo, facendo comprendere anche come le università in questi anni sono cambiate, attraverso l’autonomia, che siamo riusciti a far nascere EMU e questo primo lavoro”.
EMU è dunque un altro clamoroso caso come Facoltà di Frequenza, la radio- dell’Università di Siena, unica stazione radio universitaria in Italia, che dal 2000 trasmette in Fm, anch’essa nata come progetto del Centro comunicazione e marketing, sotto la direzione di Maurizio Boldrini.
La scelta di produrre come primo lavoro il CD dei dedalo, “Foglie in ira” è stata naturale: sono un gruppo- di giovani, cresciuto in Ateneo, che hanno percorso alcune tappe dell’esperienza culturale della stessa comunità universitaria.
E come tutti i gruppi delle buone etichette i dedalo saranno in tour quest’estate con alcune date in Italia.
Ufficio Stampa
Università di Siena
Anna Gorini
Telefono 0577 232 165
E mail: uffstampa@unisi.it
Ufficio stampa EMU/dedalo
Parole & Dintorni
Rif. Elena Tosi
Resp. Riccardo Vitanza
Telefono 02 2040 4727
E mail info@paroleedintorni.it
EMU - Università degli Studi di Siena
Centro Comunicazione e Marketing
Ufficio Produzione Culturale
EMU " etichetta musicale universitaria
progetto e direzione artistica
monica granchi
produzione esecutiva
paola parri e flavia poggetti
produzione
ufficio produzione culturale
edizioni
università degli studi di siena
Il videoclip di “Indefinibile”
Metti la voglia di innovare, un laboratorio multimediale diretto da un docente eclettico e carismatico esperto di nuove tecnologie, un gruppo di giovani creativi (studenti e dottorandi) con la voglia di nuove sfide.
E’ nata da questi elementi la collaborazione tra il gruppo di lavoro di EMU e l’unità di interaction design dell’Università di Siena, diretta dal professor Antonio Rizzo, che ha creato il videoclip di “Indefinibile”, il brano scelto come singolo promozionale all’interno del CD “Foglie in ira” dei dedalo.
Un video questo, che attraverso le tecnologie avanzatissime a disposizione del laboratorio dell’Ateneo ha raggiunto i livelli dei prodotti che vengono trasmessi nei circuiti e nei network musicali italiani.
Il video ha una parte di illustrazione, con le immagini del gruppo che suona, e una parte di storia, che è stata pensata dai ragazzi in base al testo della canzone. Un testo che parla di conflitti interiori, di stati d’animo complessi e “indefinibili”, come dice il titolo. Un soggetto che anche se difficile da rendere attraverso immagini, ha tuttavia stimolato la creatività del gruppo che ha lavorato intorno al videoclip.
Tutto è originale, ideato e prodotto all’interno della struttura di ricerca universitaria: la trama, gli story board, le riprese delle immagini, la progettazione degli effetti speciali, il montaggio del video.
Il video è stato girato e montato completamente in digitale: “Questo mezzo ha dei costi molto ridotti con risultati di altissima qualità " ha detto Rizzo " e permette di fondere insieme il momento della produzione con quello della post produzione. Si realizza una scena e la si vede immediatamente dopo arricchita degli effetti speciali”.
L’esperienza di realizzazione del video è stata molto importante anche dal punto di vista sperimentale e didattico: è stata un’ottima occasione per approfondire e applicare le tecniche di progettazione e realizzazione di un prodotto multimediale legato alla musica, tanto da trasformare questa prima esperienza in un gruppo di lavoro e ricerca stabile. “mDesign” è già un nucleo di progettazione che ha incominciato a lavorare all’interno dell’unità di interaction design dell’Università di Siena.
Gli studenti e i dottorandi che hanno lavorato alla realizzazione del video “Indefinibile” sono Andrea Agueci, Maurizio Caporali, Barbara Castelli, Elisa Rubegni, Nicola Raggi.
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