INTRODUZIONE AL GRUPPO E A "(due.)"
Si potrebbe dire che i Lecrevisse suonano rock.
Indie rock”¦”¦
Si potrebbe dire che hanno divorato i dischi di Dinosaur Jr o Motorpsycho.
Ma tutto questo sarebbe riduttivo.
Perchè Lecrevisse, da un po’ di anni a questa parte ormai, hanno iniziato a manipolare strumenti e tastiere che di per sè esulano dall’idea di rock (theremin, violini, synth, xilofoni e altro ancora) e grazie a cui la cosa ha cominciato davvero ad essere complicata in termini di definizioni.
E così il rock psichedelico a cavallo tra indie noise rock anni 90, primi Pink Floyd e Soundgarden pensato inizialmente da Lecrevisse è diventato qualcos’altro.
Con l’ampliamento, in fase di scrittura, ma soprattutto di arrangiamento, dello spettro sonoro e dell’utilizzo di strumenti vari, Lecrevisse, per questo loro secondo album, hanno accumulato sonorità nuove, aggiungendo ritmi più sostenuti e sporchi in pieno stile indie pop, melodie vicine al rock degli anni 60, esperimenti lo-fi, un’attitudine pyscho sempre presente e altro ancora.
Il risultato è un album variegato nei suoni e negli stili.
I testi formano quasi un concept su nostalgia, innocenza perduta, il tempo che passa e altre tristezze che ci toccano tutti”¦
Per il disco, questa volta, in studio, hanno lavorato con Fabio Magistrali, deus ex machina del suono di tutto (o quasi) il rock italiano importante degli ultimi anni (Afterhours, Scisma, Ritmo Tribale, Karma, Cristina Donà , ma anche Six Minute War Madness, A Short Apnea).
L’album verrà pubblicato nella primavera del 2003 da Jestrai Records, l’etichetta di Mariateresa Ragazzoni, madre dei Verdena.
BIOGRAFIA
Nati in provincia di Verona nell’estate del 1999, inizialmente come quartetto (Brad " chitarre, Matteo G. " basso, K " voce e chitarre, Simone " batteria), i Lecrevisse attualmente sono diventati un quintetto con l’arrivo di Andrea Belfi a sostituire Simone alla batteria e l’ingresso in pianta stabile di Stefano Roveda ad occuparsi di violini, theremin, synth e altre amenità mentre gli altri componenti del gruppo hanno ampliato le loro attività introducendo nel set percussioni, rhodes, xilofoni e quant’altro.
Il primo album dei Lecrevisse esce nell’estate del 2000.
Autoprodotto, senza l’ausilio di promozione e distribuzione, ha ricevuto critiche entusiastiche sulla stampa specializzata nazionale (vedi rassegna stampa) e ha raccolto notevoli consensi di pubblico.
Registrato in tre giorni da Paolo Lovat (già tecnico del suono con Timoria, Rats, ma anche Fossati, Mannoia, Ligabue) era un album in bilico tra un rock violento e convulso e morbide ballate lisergiche.
I testi in italiano si rifacevano all’esistenzialismo di grandi autori come Ivano Fossati, così come alla poetica acida tanto cara alle nuove leve di autori italiani, da Agnelli a Edda (Ritmo Tribale).
Nella primavera del 2002 i Lecrevisse tornano in studio per registrare il secondo album: “(due.)”.
JESTRAI SU LECREVISSE
Mariateresa Regazzoni:
In loro ho sentito quel qualcosa in più che li differenziava dal resto dei demo che ci sono arrivati.. più passione, più originalità , più musicalità .
Alberto (chitarrista, cantante dei Verdena):
Abbiamo scelto Lecrevisse perché sanno scrivere canzoni e mi hanno veramente trasmesso qualcosa...
JESTRAI SU JESTRAI
Mariateresa Regazzoni:
Tutto quello che faccio è sempre troppo poco calcolato. Mi muovo col cuore e l’emozione... Il mio futuro non può essere che indipendente... con gruppi indipendenti.
UFFICIO STAMPA: LUNATIK
035 833 676 " 035 44 21 521
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